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Di  Angelo Fazio, Domenico Scamardella-

 Giuseppe Ponzini

Quadrifoglio Spa

Firenze

Introduzione

La città di Firenze, per le caratteristiche insediative e per la sua struttura urbanistica ha sempre creato problemi logistici e funzionali al sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. La differenza fondamentale tra il modello urbano di Firenze rispetto alle altre città europee, è la mancanza di spazi fruibili tra la parte privata e la parte pubblica.  In altri termini ciò che manca mediamente negli insediamenti residenziali fiorentini sono gli spazi semi-pubblici come le corti, i cortili e giardini.

      

Tipologie di strutture insediative  nelle avarie parti della città: zona monumentale, centro storico e zone di espansione 

Questo tipo di struttura vincola in maniera determinante la possibilità di scelta deisistemi di raccolta, creando enormi problemi sia per il “porta a porta” a sacchi, sia per l’uso di bidoncini familiari o condominiali. Nel primo caso ci sono problemi oggettivi per l’esposizione sul suolo pubblico, nel secondo caso mancano gli spazi necessari  per ospitare i numerosi bidoncini necessari al servizio, sia  negli spazi privati sia in quelli pubblici o semi pubblici.

La raccolta differenziata nel Comune di Firenze

Nel corso degli ultimi anni, gli interventi messi in atto mirati da un lato all’introduzione delle raccolte differenziate anche nelle aree non precedentemente servite e dall’altro rivolti al rinnovo dei sistemi di raccolta legati alla diffusione omogenea della raccolta dell’organico e del multimateriale, hanno condotto a trend crescenti in termini di riduzione dei rifiuti differenziati e di incremento dei flussi di RD.

Dal 2012 ad oggi, l’introduzione delle postazioni interrate nel centro storico e dei sistemi innovativi di raccolta nelle aree periferiche anche legate al controllo dei conferimenti degli utenti, hanno portato a balzi di tre punti percentuali ogni anno, fino a superamento della soglia del 50% nell’anno in corso. 

 

 

L’area periferica di Firenze

Nelle aree periferiche della città di Firenzeviene utilizzato il sistema a contenitori stazionari di tipo Side loader, per 4 tipi di materiali: rifiuto indifferenziato; rifiutoorganico, carta e cartone e multimateriale. La possibilità di installare una postazione completa di contenitori dedicati alle 4 tipologie di rifiuto è però fortemente vincolata dall’eccessivo ingombro dei cassonetti in strada e dalla presenza costante e diffusa sul filo strada di ingressi, passi carrabili, affacci ai piani bassi, attività economiche etc.

 

La difficoltà di reperimento di spazi utili su strada per la collocazione di postazioni complete di contenitori destinati alle 4 tipologie di rifiuto, rappresenta uno dei fattori vincolanti e determinanti per il rendimento delle raccolte differenziate che, con questo sistema, ha raggiunto una soglia media del 40% difficile da superare.

Il progetto Campo di Marte

Dopo le attivazioni nell’area Puccini e San Jacopino, nella primavera del 2014  è stato avviato anche nell’area di Campo di Marte il progetto di raccolta Up Loader collegato al sistema di controllo volumetrico dei conferimenti.

L’area di progetto interessa tutto la zona di Campo di Marte nel Q2 di Firenze , da Piazza delle Cure fino a Viale De Amicis , delimitata a Sud dal parco ferroviario e a nord dai viali Volta e Righi coinvolgendo complessivamente 9500 utenze domestiche e 1245 utenze non domestiche.

Campo di Marte – area di Progetto

Nella fase antecedente alla trasformazione, l’area rappresentata in pianta era servita da un servizio di raccolta a multi postazione con cassonetti stazionari a caricamento laterale: complessivamente risultavano installati 872 contenitorisuddivisi in 361 postazioni di raccolta. La produzione di rifiuti sull’area è di c.ca 8492 t/anno, di cui 3031 t avviate a recupero sulle tre categorie classiche (Carta e cartone, Organico, Multimateriale), con un rendimento della Raccolta differenziata del  35.7%. Rispetto alla media di Firenze del periodo corrispondente alla trasformazione, il dato d’area è inferiore di quasi 15 punti percentuali.

Il modello introdotto a Campo di Marte prende spunto da due fondamenti.

In primo luogo, in sostituzione delle attuali postazioni, sono state posizionati nuovi cassonetti con l’ottimizzazione degli spazi occupati e con la distribuzione omogenea dei contenitori per la raccolta differenziata. Tra i vantaggi più significativi infatti, dal punto di vista dell’ingombro su strada e della funzionalità del servizio, a principale vantaggio dell’utente, vi è quello di poter evitare, per indubbi vincoli oggettivi legati alla conformazione degli affacci e della viabilità, la frammentazione dei contenitori in postazioni raramente complete e l’eliminazione, lì dove sono ancora installati, dei contenitori tradizionali con ruote. Oltre alla ottimizzazione degli spazi in presenza di parcheggi a spina di pesce.

Nell’area interessata, rapportate alle postazioni precedentemente installate nell’area  le nuove  isole ecologiche, complete  con  5 differenti tipologie di rifiuto, si riducono a 148,  con una distribuzione dei volumi orientata verso una drastica riduzione del rifiuto indifferenziato e con una offerta significativa di volumi di materiali  destinati al recupero, con una aspettativa di raccolta differenziata volta al raggiungimento del 65% di rendimento. In termini di posti auto equivalenti, la nuova dislocazione consentirà un recupero di 228 stalli auto.

Postazione tipo lineare e contenitore up loader con controllo volumetrico degli accessi.

In secondo luogo, sui contenitori dei Residuo non Differenziato, il posizionamento del sistema del controllo degli accessi  per il controllo dei conferimenti e la distribuzione della chiave elettronica a ogni utenza per poter effettuare il conferimento ha determinato un salto di qualità nel rapporto gestore - utente, legato alla responsabilità dello stesso e conseguentemente, ma più importante, alla responsabilità del conferimento del rifiuto. La distribuzione della chiave elettronica è avvenuta a partire da due mesi prima rispetto all’installazione della prima postazione di contenitori. L’area interessata è stata zonizzata e suddivisa tra dieci informatori che hanno contattato ogni singola utenza dando le spiegazioni necessarie all’utilizzo delle chiavette e del sistema di controllo volumetrico. Complessivamente sono state distribuite 11196 chiavette.

Uso del controllo elettronico degli accessi per il residuo non differenziato

Alla base del modello introdotto,  l'utilizzo di sistemi di riconoscimento dell'utenza può avere effetti diretti sulla responsabilizzazione dell'utenza, creando un rapporto diretto e di collaborazione con il gestore. In questo senso, l’obbiettivo di fondo diventa costruire una sistema di raccolta che permetta di premiare il comportamento virtuoso del singolo, responsabilizzando l’utente anche sulle economie del sistema di gestione rifiuti. L’utente risulta immediatamente identificabile nell’atto del conferimento e quindi diventa responsabile della propria azione: l’individuazione del singolo atto di conferimento del rifiuto permette di considerare il sistema efficace in termini di raccolta differenziata, fatto ovviamente salvo il controllo e il monitoraggio dei  comportamenti dell’utente, individuando così le eventuali anomalie (mancati, scarsi o eccessivi conferimenti).

Il sistema di controllo degli accessirappresenta allora il mezzo di accesso al servizio che mette in “comunicazione” utente e gestore.  E’ composto  da una calotta metallica installata sul coperchio del cassonetto (bloccato nel caso di cassonetti Side Loader o mobili) destinato al rifiuto indifferenziato.  L’alloggiamento della calotta ha un volume predeterminato (di norma di  c.ca  20 lt). L’apertura della calotta avviene  con l’identificazione dell’utente  attraverso l’uso di una chiavetta elettronicapersonalizzata, precedentemente consegnata all’utente iscritto a TARI. La chiave consente l’apertura del dispositivo ed il conferimento del rifiuto indifferenziato. Il conferimento delle altre componenti destinate al recupero è invece libero sugli altri contenitori presenti nella postazione.

Successione delle operazioni di conferimento del rifiuto indifferenziato ad un cassonetto Side Loader dotato del sistema di controllo degli accessi

                        

                                                                                   Descrizione del dispositivo del controllo

                                                                                   accessi e montaggio della calotta su un

                                                                                   contenitore  “Up loader”

Attraverso la consegna delle chiavi e la conservazione e l’analisi dei dati forniti dal dispositivo elettronico, si possono conoscere i dati reali di produzione di rifiuto indifferenziato per ciascun utente, oltre a tutte le possibili anomalie di conferimento.  Nello stesso tempo è possibile effettuare una accurata verifica sul territorio sulla regolare iscrizione a TARI.  La combinazione di questi elementi induce l’utente ad un più correttoconferimento dei rifiuti attraverso la sua responsabilizzazione e ad una buona raccolta differenziata, con risultati documentati di alta efficienza della RD e diminuzione complessiva dei rifiuti prodotti.

Campo di Marte: i risultati di progetto.

I dati trasmessi dalle calotte sui conferimenti da parte delle utenze coinvolte dal progetto ha condotto ai risultati auspicati: l’utilizzo medio della chiavetta è pari ad un conferimento ogni 6/7 giorni, un dato quindi del tutto paragonabile alla frequenza media del ritiro porta a porta.

Anche in termini di raccolta differenziata ha condotto ad ottimi risultati: sulla base dei rifiuti annui prodotti nel corso del 2013, si può evidenziare una riduzione degli stessi pari al 10,3%, con un dato percentuale di raccolta differenziata pari al 76%.

Dati in t

Campo di Marte

Raccolta cassonetti Side Loader

Raccolta campane Up Loader e controllo dei conferimenti

     

RD%

35,7%

76,0%

KG/AB/ ANNO -

495,0

448,6

   

-9,4%

 

 Firenze 2018

L’adozione del sistema di controllo degli accessi ha notevoli margini di sviluppo considerata la sua applicabilità ad altre tipologie di raccolta.  

Il sistema infatti è adattabile alla torretta delle postazioni interrate per il residuo non differenziato, permettendo l’introduzione del controllo degli accessi anche in alcune parti del centro storico.

                   

Applicazione del controllo dei conferimenti sulla torretta della campana interrata

Ancora, la tecnologia può essere adottata con lo scopo di garantire la tracciabilità dei conferimenti: nel caso dei rifiuti valorizzabili sul mercato, garantire la tracciabilità degli stessi è un fattore al quale è connesso un importante margine economico. È il caso ad esempio degli oli vegetali o degli abiti e indumenti usati e dei RAEE.

Infatti il monitoraggio dei conferimenti può offrire la possibilità di creare un sistema di premialità legato ai buoni comportamenti degli utenti che facilitano il compito del gestore nel recupero dei materiali.

Attraverso le buone pratiche congiuntamente all’azione delle trasformazioni sui servizi di raccolta e in special modo con la diffusione dei sistemi a controllo degli accessi, è auspicabile quindi che nel 2018 la città di Firenze possa raggiungere i livelli di raccolta differenziata definiti nella pianificazione dell’ATO Toscana Centro, con il superamento del 65% di raccolta differenziata.

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